Mag 19

CAPOLAVORI A RISCHIO, NUOVE IDEE DA ROMA

Anche per la catalogazione del patrimonio culturale (a cominciare da quello delle aree a rischio) è tempo di adottare non solo tecnologie sempre più avanzate, ma anche criteri il più possibile condivisi, esattamente come già accade nel campo della scienza e dell’economia. Intorno a questo assunto, il 19 e 20  maggio a Roma, a palazzo Poli, è stata organizzata la conferenza internazionale “Documenting our Heritage at risk“, curata dall’Associazione “Incontro di civiltà“ presieduta da Francesco Rutelli e dall’Iccrom (Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali), e resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Terzo Pilastro guidata dal Prof. Emanuele e di Fouad Alghanim & Sons Group of Companies.

La proposta di Rutelli è quella di un codice unico per censire tutte le aree a rischio per motivi bellici (vedi anzitutto Siria, Iraq, Libia), o ambientali (eventualità di terremoti) o climatici (ad esempio Venezia), per arrivare alla costituzione di un’unica banca dati mondiale. La tappa successiva, una volta reperiti i fondi, sarà la ricostruzione delle opere danneggiate e dei relativi siti.

Su questo fronte l’Italia vanta già un know-how di eccellenza, come dimostra  il restauro di due statue salvate dalla distruzione di Palmira e affidate al nostro Istituto centrale di restauro.

«Quando l’amico Rutelli – che stimo, perché è in primo luogo un uomo di cultura», ha detto nel suo intervento il Prof. Emanuele, «mi ha chiesto, tanto tempo fa, di affiancarlo in questa sua meritoria impresa, ho risposto immediatamente “sì”, con entusiasmo. La Fondazione Terzo Pilastro che mi onoro di presiedere fonda gran parte della propria attività sul convincimento – che mi appartiene da sempre – che il Mediterraneo abbia un ruolo fondamentale per il futuro del mondo, così come lo ha avuto in passato. Per questo ho voluto sposare l’importante progetto della mostra “Rinascere dalle distruzioni: Ebla, Nimrud, Palmira” al Colosseo, e per questo mi trovo qui oggi. Come ho già avuto modo di affermare più volte, ciò che attraverso la Fondazione Terzo Pilastro mi propongo di fare, assieme a Francesco Rutelli e ad Incontri di Civiltà, è di riportare in vita – concretamente, non solo virtualmente – i monumenti distrutti dall’ISIS nell’area del Mediterraneo, patrimonio dell’umanità tutta, non appena le guerre interne che devastano il Medio Oriente finalmente termineranno».

Ai lavori partecipano, oltre a Rutelli e al Prof. Emanuele, anche il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, il vicedirettore generale della Cultura dell’Unesco Francesco Bandarin, l’archeologo Paolo Matthiae (scopritore della città di Ebla, in Siria) e il vicesindaco di Roma Luca Bergamo.